I Gran Maestro

13 Luglio 1985

Federazione Nazionale Gioco Othello - Roma


Vincitore:
Paolo Ghirardato



Formula:
7 turni

Fu così che il fascino del Meijin giapponese, famoso torneo di Othello che vedeva coinvolti i migliori maestri del sol levante e che si svolgeva regolarmente ogni anno dal 1980, portò la neonata Federazione Nazionale Gioco Othello ad organizzare il prestigioso Gran Maestro, torneo che si proponeva di invitare ogni anno gli otto migliori giocatori emersi dai vari tornei disputati nel corso dell’anno.
Per la prima edizione tuttavia, data l’impossibilità di compilare in tempo la classifica a punti, si è ritenuto opportuno convocare i giocatori “più forti”, adottando una valutazione soggettiva che fosse attendibile, seppur non perfettamente rigorosa. Data l’assenza di Alberto Ranieri (3° classificato agli ultimi Campionati Italiani) perché impossibilitato a venire a Roma, il Torneo si è svolto tra i seguenti concorrenti: Augusto Brusca, campione italiano 1984 e 5° classificato ai mondiali di Melbourne, Palo Ghirardato, campione italiano 1983 e 3° classificato ai mondiali di Parigi, Piero Zama, quarto nelle ultime due edizioni dei campionati, e i veterani Emanuele Neri, Ennio Peres, Biagio Privitera, Alessandro Maccheroni e Luigi Puzzi a completare il lotto.
Dato il numero contenuto di partecipanti, si è ritenuto giusto adottare la formula del girone all’italiana, in sette turni di gioco, che consentivano appunto ad ogni partecipante di affrontare tutti gli altri giocatori.
Il torneo si è dimostrato molto equilibrato e non privo di colpi di scena. Vinceva Paolo Ghirardato, sconfitto solo da Augusto Brusca, ma bravo a restare costante e a portare a suo favore tutte le altre partite giocate. Brusca veniva sconfitto da Luigi Puzzo e da Piero Zama, perdendo così le chance di vittoria finale. Lo stesso Zama aveva disputato un torneo di alto livello, ma oltre alla sconfitta con Paolo Ghirardato ha dovuto cedere per 33 a 31 contro Emanuele Neri all’ultimo turno. (continua dopo i risultati...)

Ghirardato poteva così tornare a casa sorridente con la sua coppa sotto braccio. Roma indubbiamente portava fortuna al bravo Paolo che qui si laureò Campione Italiano e che ora trionfava in questo combattutissimo Gran Maestro. Per lui la speranza che il prossimo Campionato Italiano possa tornare nella Capitare e continuare la striscia vincente, riconquistando il titolo che già fu suo nel 1983. Ovviamente i suoi avversari, con Brusca e Zama in testa, non gli renderanno la vita facile.
Per chiudere citiamo alcune curiosità statistiche: su 28 partite complessive, 16 volte è stata adottata l’apertura perpendicolare e 12 quella diagonale. Nove le vittorie del bianco (6 diagonali e 3 perpendicolari) contro i 19 successi del nero, nessun pareggio e quindi leggermente svantaggiati i giocatori che hanno dovuto disputare solo 3 partite con il nero (Neri, Puzzo, Privitera e Maccheroni). Un’ultima annotazione: nessuno degli otto concorrenti fumava, come giustamente osservato da Ennio Peres, accomuna la stragrande maggioranza degli appassionati ai giochi creativi.

Tratto da Contromossa Settembre 1985

Il 13 luglio ore 8.30, è un sabato di questa torbida estate romana.
Per le strade le macchine che circolano sovraccariche di gommoni, surf, pinne e salvagenti, mostrano in modo evidente le destinazioni cui sono dirette.
Quasi tutti quelli che possono farlo cercano infatti di sfuggire all'afa. Esiste però anche un gruppo ristretto di persone che sceglie di rimanere in città mostrando un'evidente tendenza masochista. Tra questi un gruppo di giocatori di Othello che ignari del solleone hanno dato vita ad un "rovente" Gran Master.
Primo atto agonistico della FNGO il Master si proporrà ogni anno di far incontrare i primi otto della classifica a punti, per questa prima edizione, però, data l'impossibilità di compilare in tempo tale classifica, si è ritenuto opportuno convocare gli otto giocatori più forti in base ad una scelta non perfettamente rigorosa, seppur attendibile.
Venuto quindi a mancare Alberto Ranieri (terzo agli ultimi C.I.) impossibilitato a venire a Roma, il torneo si è svolto tra i seguenti concorrenti: A. Brusca (C.I. 84), P. Ghirardato (C.I. 83), P. Zama (quarto negli ultimi due C.I.) ed i veterani L. Puzzo, E. Neri, B. Privitera, E. Peres che con il sottoscritto completano il lotto.
Sede della manifestazione la casa del presidente Puzzo perfettamente attrezzata per l'occasione con tanto di tavolo verde ed arbitraggio computerizzato.
Dopo aver scambiato quattro chiacchiere sul mondo dell'Othello in generale, si dava il via alla contesa.
Per questo torneo si è ritenuto giusto adottare la formula del girone all'italiana in sette turni di gioco che consentivano tutti gli abbinamenti possibili. Dopo una prima tornata ad andamento piuttosto regolare, nel secondo turno si assisteva al grande scontro Puzzo-Brusca con il presidente che, sfruttando il "fattore campo", riusciva a prevalere. Il terzo turno viveva dello scontro tra gli unici due concorrenti rimasti a punteggio pieno: Ghirardato-Puzzo.
Questa volta però, Luigi non si ripeteva, consentendo così al bravo Paolo di portarsi in solitario in vetta alla classifica.
Alle sue spalle si installavano, oltre lo stesso Puzzo, Brusca e Zama che nel frattempo avevano vinto rispettivamente su Neri e Peres.
Ed eccoci al quarto turno con l'atteso scontro-rivincita delle finali dei C.I. 84 Brusca-Ghirardato.
Ancora una volta Augusto batteva il suo rivale milanese ed in testa si creava un terzetto visto che i due venivano affiancati da Zama che nel frattempo aveva vinto su Puzzo nell'altro big-match.
Si andava così al riposo. Il campo di gioco si trasformava quasi per magia in una tavola imbandita e, al posto delle scacchiere verdi comparivano stoviglie, bicchieri, posate e tutti quei "ferri del mestiere" necessari per aver ragione dell'ottimo pranzo preparato dalla bella e brava Tiziana.
Dopo Torta, ennesimo bicchiere di vino e caffè, si riprendeva a giocare. Nella partita più importante Zama sovvertiva il pronostico e prevaleva su Brusca mantenendo così il passo di Ghirardato, che nel frattempo aveva sconfitto Privitera. Puzzo perdeva ancora mentre Peres otteneva i suoi primi due punti strappandoli a Neri.
La lotta a distanza Ghi-Zama proseguiva nel sesto turno con i faticosi successi dei due su Peres e Privitera.
Si giungeva così all'ultima partita, Ghirardato mi batteva conquistando così il successo finale. Piero invece perdeva di misura con Neri e veniva affiancato da Brusca, che in virtù di un miglior coefficiente di spareggio, gli soffiava il secondo posto.
Roma si confermava terra di conquista per Ghirardato che bissava così il successo ottenuto nel 1983 ai C.I. e, se è vero che non c'è due senza tre...
Sicuramente però, saranno in molti ad opporsi alla cabala tendando di rendere la vita diffcile al campione milanese (primo fra tutti "l'australiano Brusca").

Alessandro Maccheroni


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